MAUSOLEO GERMANICO 

Ristorazione

Alloggi

Itinerari

Mappa interattiva

STORIA

Il mausoleo germanico, localmente riconosciuto con il nome di Ossario, avrebbe dovuto custodire le spoglie di circa trentamila soldati tedeschi e austriaci caduti nella prima guerra mondiale, nel corso della battaglia avvenuta tra Pinzano e Ragogna nel novembre 1917 durante la ritirata da Caporetto.

Il governo tedesco incaricò l'ingegnere Robert Tischler che scelse come sito di costruzione un colle denominato Pion, posto non lontano dal ponte di Pinzano, da dove si poteva godere di una spettacolare vista sul Tagliamento e la suggestiva panoramica sulle Prealpi Giulie.

ARCHITETTURA

Il progetto venne completato nel 1937, successivamente (1938) venne costruito un simulacro in dimensioni reali del mausoleo, in canne e legno, per valutare quale sarebbe stato l’aspetto dell’opera compiuta.

L’anno successivo iniziarono i lavori di costruzione dell’edificio, realizzato in pietra. Per i lavori sono stati impiegati sessanta operai, molti dei quali pinzanesi, per la maggior parte scalpellini e tagliapietre.

Sul cantiere era presente una moderna gru, attrezzatura non frequente nei cantieri edili di allora, installata su binari posti in asse nord-sud sul lato ovest del monumento. I blocchi di rivestimenti esterni provenivano dalla cava di Solimbergo (Cavazzo Carnico), mentre quelli interni di materiale più pregiato, provenivano da cave presso Verona.

Le pietre venivano trasportate in treno fino alla stazione di Pinzano, poi con dei rulli fino in cima alla collina.

I blocchi monolitici più grandi sono colonne del peso di circa 18 tonnellate, e dalle dimensioni di circa 6,4 x 1,4 x 0,8 m. I lavori, che proseguirono anche durante il conflitto mondiale, si interruppero in seguito all'armistizio dell'8 settembre 1943, lasciando l’opera incompiuta. Il luogo divenne prima presidio di truppe tedesche, poi cosacche.

Nel settembre 1944 un gruppo locale di partigiani occupò le postazioni ormai vuote, visto il ritirarsi verso l'Austria delle truppe tedesche. A differenza dell'ossario del Pordoi, quello di Pinzano non venne mai terminato, nonostante la struttura principale appaia quasi completata. Questo anche a causa della posizione strategicamente importante del colle su cui sorge, che durante la guerra fredda passò sotto il demanio militare e fu fortificato.

Finito il periodo di tensione, i militari se ne andarono, ma l'edificio, in parte rimaneggiato, era ormai già coperto da alberi e rovi. Grazie ad un imprescindibile supporto da parte del volontariato locale, oggi il sito è stato messo in sicurezza dal Comune, in attesa di valutarne un possibile recupero.

 

RECUPERO

Il complesso monumentale ha subito diversi interventi che, oltre alla messa in sicurezza del fabbricato principale, delle immediate pertinenze e delle zone limitrofe, prevede un più ampio progetto di ricerca, valorizzazione e recupero dell’imponente complesso commemorativo.

Il recupero della memoria storica, costituita sia dall’imponente complesso monumentale, sia della vasta zona circostante, rientra in un ampio progetto di valorizzazione storico paesaggistica con fini culturali e turistici.

Dal 2009 molteplici sono stati gli interventi da parte di diversi volontari, in primis Protezione Civile, Alpini (Ana locale e sezionale), S.O.M.S.I. Pinzano al Tagliamento, Progetto Sentieri Permanenti e Fondazione Cruciat. Questi interventi a detta degli esperti sono stati di primaria importanza ed hanno scongiurato l’ulteriore aggressione del sito da parte della vegetazione, che avrebbe agito in modo deleterio sui masegni. Più recenti sono invece gli interventi che, grazie ad un ragionamento di più ampio respiro, viene portato avanti dallo studio di architettura Vita in sinergia con l’Amministazione comunale.

Parallelamente, molteplici sono i ragionamenti riguardanti il futuro dell’area, alcuni dei quali sono stati documentati all’interno di mirate giornate di studio. Questi simposi, nelle diverse edizioni, hanno interessato in primo luogo esperti del settore, ma anche gli studenti dell’Università degli Studi di Udine.

  • w-facebook
  • Twitter Clean
  • w-googleplus

​© 2018 S.O.M.S.I. Pinzano

Realizzato da F. Curridor
CREDITI

IL PROGETTO